I rischi del fondo sovrano della Norvegia

I rischi del fondo sovrano della Norvegia

È il più grande del mondo e viene gestito con criteri “etici”, ma con il calo del prezzo del petrolio le cose potrebbero cambiare… Il fondo sovrano norvegese è unico al mondo. Non soltanto è il più grande che esista, con un patrimonio di 790 miliardi di euro, ma è anche quello gestito con più prudenza. La legge stabilisce che venga gestito in autonomia dal resto delle istituzioni del paese e vieta al governo di fare prelievi dal capitale, concedendo l’utilizzo solo dei rendimenti prodotti dagli investimenti. Inoltre, il fondo è gestito con criteri ambientalisti e responsabili: i manager, ad esempio, hanno disinvestito nelle società che hanno a che fare con il tabacco e il carbone e non fanno affari con paesi o industrie con una reputazione dubbia. Il fondo norvegese deve la sua fortuna essenzialmente all’estrazione del petrolio. All’inizio degli anni Sessanta vennero scoperti nel Mare del Nord diversi giacimenti di petrolio, e la Norvegia riuscì ad aggiudicarsi alcuni dei più ricchi. Altri giacimenti sono stati scoperti negli anni successivi e il governo norvegese ha mantenuto con diligenza l’obbiettivo iniziale di versare i proventi dell’estrazione in un fondo, e di usare per la spesa pubblica soltanto i proventi degli investimenti creando così una sorta di “assicurazione nazionale” che oggi vale due volte l’intera economia del paese. Negli ultimi tempi, come ha raccontato un recente articolo dell’Economist, stanno però aumentando le pressioni affinché il fondo modifichi il suo comportamento, almeno per quanto riguarda la prudenza nella sua gestione. Gran parte della ricchezza della Norvegia e del suo fondo sovrano è dovuta alle ampie riserve di combustibili fossili. Ma con...
Oslo: prove per la cattura di anidride carbonica da inceneritore

Oslo: prove per la cattura di anidride carbonica da inceneritore

Ad Oslo, in fase di completamento il primo esperimento al mondo per catturare l’anidride carbonica dai fumi della combustione dei rifiuti solidi. Il processo nell’inceneritore principale della capitale norvegese è iniziato nel mese di gennaio con il tentativo innovativo di sviluppare la tecnologia per riutilizzare la spazzatura per rallentare il riscaldamento globale. Il test, presso l’inceneritore Klemetsrud, che brucia rifiuti domestici e industriali, è un passo avanti per catturare e seppellire i gas serra nelle centrali elettriche a carbone o fabbriche che utilizzano combustibili fossili. Costi elevati Finora, i costi elevati della tecnologia per la cattura e lo stoccaggio del carbonio erano troppo elevati ma la svolta è avvenuta lo scorso dicembre dopo che quasi 200 nazioni, a Parigi, sono pervenute ad un accordo per combattere il cambiamento climatico in un nuovo sforzo congiunto per potenziale la tecnologia per ridurre le emissioni di gas a effetto serra. Johnny Stuen, direttore tecnico dell’inceneritore Klemetsrud, ha detto che l’impianto è già attivo nell’erogazione di calore agli edifici della città. “Quello che vogliamo fare è bruciare il resto che non è utilizzabile per il materiale di recupero, perché è troppo sporco o troppo mista o qualsiasi altra cosa”, ha detto a Reuters Stuen. “Vogliamo recuperare l’energia prodotta perché ancora disponibile in modo che poi usiamo l’energia per teleriscaldamento e la produzione di energia elettrica.” L’inceneritore emette 300.000 tonnellate di CO2 all’anno L’inceneritore Klemetsrud emette più di 300.000 tonnellate di anidride carbonica all’anno, pari allo 0,6 per cento delle emissioni della Norvegia. Brucia anche rifiuti importati dalla Gran Bretagna. L’anidride carbonica è il principale gas accusato dell’aumento delle temperatura, della siccità, inondazioni e...
Finmeccanica: volo inaugurale elicottero AgustaWestland AW101 da ricerca e soccorso

Finmeccanica: volo inaugurale elicottero AgustaWestland AW101 da ricerca e soccorso

Finmeccanica ha annunciato oggi che il primo di 16 elicotteri AgustaWestland AW101 da ricerca e soccorso per la Norvegia ha compiuto il suo volo inaugurale, lo scorso 21 marzo, presso lo stabilimento della divisione Elicotteri di Yeovil, nel Regno Unito. L’evento, tappa fondamentale nello sviluppo del relativo programma che procede nei tempi previsti, sancisce l’avvio dei collaudi in volo, cui farà seguito, a partire dal 2017, l’inizio delle consegne al Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza norvegese. Gli elicotteri saranno impiegati dall’Aeronautica Militare norvegese. Le consegne saranno completate entro il 2020. «Sono davvero lieto di questo importante risultato conseguito da Finmeccanica nell’ambito del programma per il nostro nuovo elicottero da ricerca e soccorso. Si compie in tal modo un altro passo in avanti verso la sostituzione, entro il 2020, degli attuali velivoli Sea King con il nuovo e più moderno AW101» ha detto il Ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza norvegese Anders Anundsen. «Desidero quindi esprimere la mia sincera gratitudine nei confronti del personale dell’azienda, che ha reso possibile, grazie al suo impegno e duro lavoro, il compimento di questo primo volo». Il contratto per i 16 AW101, finalizzato a soddisfare il requisito della Norvegia per un elicottero da ricerca e soccorso di ultimissima generazione, è stato firmato dal Ministero della Giustizia e della Pubblica Sicurezza nel dicembre 2013. I velivoli saranno dotati di avanzati equipaggiamenti di missione, tra cui un moderno sistema radar a scansione elettronica (AESA – Active Electronically Scanned Array), realizzato nel centro di eccellenza di Edimburgo dalla divisione Sistemi Avionici e Spaziali di Finmeccanica, e in grado di assicurare una copertura di 360°....
Vietato uso dei contanti in Norvegia. Si comincia.

Vietato uso dei contanti in Norvegia. Si comincia.

Dopo che Cina e Fmi hanno citato i pro di una società senza più contanti in circolazione, eventualità che sarebbe accolta a braccia aperte dal sistema bancario, la prima banca di Norvegia ha imposto un divieto di uso di cash. Il crollo del petrolio sta mettendo in ginocchio l’economia scandinava ricca della risorsa. Così il paese ha deciso di fare come la vicina Svezia e la Danimarca e provare a limitare l’uso dei contanti. Il tutto mentre in Italia si va nel senso completamente opposto, aumentando le somme in contanti da poter utilizzare. Negli ultimi tempi le autorità hanno ridotto l’ammontare di banconote che possono essere prelevate dalle banche e limitato le somme che possono essere utilizzate per fare acquisti. Allo stesso tempo il ministero delle Finanze è contrario a un’abolizione totale dei contanti, perché teme conseguenze negative sul turismo e per questioni di invasione della privacy. DNB ha chiesto all’esecutivo di imporre il divieto dopo anni in cui le autorità stanno tuttavia cercando chiaramente di favorire l’uso dei pagamenti elettronici. L’idea viene anche venduta alla popolazione come una strategia per combattere il mercato in nero e i crimini finanziari come il riciclaggio di denaro sporco. “Secondo le nostre stime il 60% del denaro è fuori dal controllo della banca centrale, a causa del mercato in nero e delle attività di riciclaggio” ha detto ai media nazionali un dirigente della banca, Trond Bentestuen. “Ci sono così tanti pericoli e svantaggi associati al contante, che abbiamo proposto di abolirlo definitivamente”. È da un po’ di tempo che la Norvegia si sta dirigendo verso una società futuristica, in cui i contanti...
Petrolio: Eni avvia produzione nel giacimento più a nord del mondo

Petrolio: Eni avvia produzione nel giacimento più a nord del mondo

Il giacimento Goliat è il primo nel Mare di Barents, Eni ne detiene il 65%, la norvegese Statoil il 35%, la produzione avverrà attraverso un sistema sottomarino composto da 22 pozzi. Da oggi il giacimento petrolifero in produzione più a Nord del mondo è dell’Eni. Si trova al largo della città norvegese di Hammerfest, i cui abitanti vanno orgogliosi di essere i più lontani dall’Equatore. Goliat — questo il nome del sito di cui l’Eni detiene il 65% e la norvegese Statoil il 35% — è il primo giacimento ad entrare in produzione nel Mare di Barents, seppur in una zona priva di ghiacci. È stato sviluppato attraverso la più grande e sofisticata unità galleggiante di produzione e stoccaggio al mondo, costruita con le più avanzate tecnologie per affrontare le difficoltà tecnico-ambientali legate all’operatività nell’area artica. Si tratta di un colosso da 64mila tonnellate che, però, arriva con almeno due anni di ritardo sulla tabella di marcia — dopo una serie di rinvii, legati anche a problemi autorizzativi in Norvegia, paese in cui Eni è presente dal 1965 — e con un costo vicino ai 6 miliardi di dollari che ha superato le prime stime formulate dal gruppo, intorno ai 4 miliardi di dollari. Produzione da 100 mila barili al giorno La produzione giornaliera del giacimento — che secondo le stime contiene riserve pari a circa 180 milioni di barili di petrolio estraibili in 15 anni con 8 miliardi di metri cubi di gas — raggiungerà i 100 mila barili al giorno (65 mila barili in quota Eni). La produzione avviene attraverso un sistema sottomarino composto da 22 pozzi,...